sabato 22 settembre 2012

acquisti nuovi nuovi

Provo esaltazione tutte le volte in cui mi rendo conto di aver azzeccato l'acquisto. Ovviamente ciò non implica una settorialità nell'acquisto, tipo solo vestiario, solo outfit, solo tecnologia o altro. No. La mia caratteristica è che, da quando posso dire di avere una esigua disponibilità, mi premuro di effettuare degli acquisti pensati, anzi, direi meglio, meditati fino all'agognare spasmodico.
Da bambina, essendo figlia unica, non ero esattamente sempre soddisfatta nelle richieste che rivolgevo ai miei genitori. I miei hanno sempre pensato di vivere a Sparta e per questo uno dei primi insegnamenti che mi hanno impartito è stato il "no".
Ero troppo piccola per capire che le mie richieste magari erano un po' troppo vaghe da permettere una risposta differente, ma non per questo ho avuto un'infanzia brutta, anzi, a dirla tutta, ritengo di avere avuto un'infanzia decisamente serena.
Come tutti i bambini con zero senso del denaro, speravo che ogni cosa mi venisse in mente, mi potesse essere regalata. E considerato che notavo la differenza con gli altri bambini della mia età, mi sentivo un po' in dovere di chiedere ogni tanto la mia razione di acquisti. Nata nell'era del consumismo, più che comunismo, se per qualcuno ogni desiderio era un ordine, per me è sempre stata una "lotta con la pazienza". Ho imparato con il tempo che i miei sono stati saggi. Ma ancora adesso vedo che non ho, al contrario, imparato cosa significhi realmente sapere aspettare.
Ricordo i pomeriggi passati sul letto di mia madre, mentre lei preparava le lezioni per il giorno dopo, interrotti dalla solita serie doppia di domande: "mamma usciamo?" e lei: "e dove andiamo?" io: "alla upim?" e lei: "va bene" silenzio e riprendevo, convinta di aver ottenuto il primo match. "mamma mi compri qualcosa?" e lei: "che cosa?" io: "boh! qualcosa! dai,mamma!" e lei "no,su, hai già tutto, cosa vuoi di più?". E così via.
Di fatto non si andava alla mitica upim, né tanto meno mi si comprava il qualcosa, che di solito erano penne. La litania non cambiava nei mesi, al massimo si aggiunse una frase oramai famosa per la mia famiglia, quasi un codice per non dire NO perentorio, ma che tale era: "MO' VEDIAMO!" ecco, a seconda poi dell'intonazione può essere perentorio per il giorno, per la settimana, per il mese. In compenso c'è sempre un margine di trattativa.
Il salto di qualità l'ho compiuto al primo anno del ginnasio. Da allora ho sempre cercato di mantenere una certa dignità, così quello che risparmiavo potevo spendermelo senza sentirmi dire "ma è inutile!" o "ma che ne devi fare!". Da quel giorno ho sempre pensato che potessi ottenere tutto senza doverlo chiedere, ma soprattutto che, seppure mi ritrovavo a chiedere, non ero mai soddisfatta, così provvedevo da me.
L'anno del primo liceo mi ricordo che acquistai il primo impianto stereo che si potesse rispettare. Avevo messo da parte pure i centesimi dei vari regali della nonna e di varie paghette estorte e finalmente eccolo...un impianto della Pioneer non troppo grande né piccolo, ma decisamente potente. E ad accompagnarlo il cd di ligabue uscito a novembre di quell'anno. Buon Compleanno Elvis!
Spesi 500.000£ per lo stereo e mi fecero lo sconto sul cd. Preistoria. Ma ricordo persino il momento in cui con fierezza, pagai e portai a casa lo stereo. Avevo smesso di ascoltare la radiolina rossa (primo amore) per un qualcosa di più complesso e meraviglioso.
I regali che mi compravo a fine anno erano sempre particolari. Il primo, in assoluto, dei miei è stato il mitico cellulare Motorola 9800, una cosa che avrebbe preso ovunque anche nelle fosse delle Marianne, ma che sopratutto sarebbe stato capace di abbattere pure Ottobre Rosso a distanza di migliaia di anni luce premendo un solo tasto. Uno scatolo pesantissimo. Messo in borsa diventava un "chiummo" (piombo) di quelli usati per le immersioni.
Poi venne il momento dei Nokia.
Una parentesi che perdura ancora adesso, nonostante ora viri decisamente verso la Samsung.
Il 3310...che ricordi...un terminale di questi, mi è andato a finire sotto due ruote di un fiorino..display spiattellato (direi insanguinato per la precisione) ma se ci inserisco la sim-card funziona ancora.
Miracoli NOKIA.
Adesso, la modernità mi ha fatto comprare un terminale decisamente più business. Ho un E6-00. Soddisfattissima dell'acquisto. Dura 2 giorni la batteria e questo vale i soldi spesi a novembre dell'anno scorso.
Dopo un anno ho messo le mani su un NEXUS 7. Un signor tablet dal costo contenuto. E ho scoperto con le mie zampette l'esperienza android e il concetto della compatibilità quasi totale con tutti gli altri sistemi, con pc, telefoni, televisori di ultima generazione e macchinette del caffè.
E sono tornata ad esaltarmi esattamente come quando comprai quel Pioneer.
Un'ultima notazione però devo farla. Ci sono anche acquisti che mi hanno un po' fatto subire un travaglio dell'anima. E' capitato con la macchina. A gennaio ho preso la decisione di cambiare la vecchia amatissima Clio (nota come macchina del talebano e di archimede). Da due anni mi stava prosciugando il portafogli per le spese di varie aggiusti, così ho tagliato la testa al topo (cit.) e ho comprato una C3.
Quando ho firmato il contratto ho pianto nella clio. Mi sentivo una traditrice. Quando l'ho portata per l'ultima volta fino alla concessionaria che doveva rottamarla, la notte non ho chiuso occhio. E non ho dormito manco per i 6 giorni seguenti. Finché non è arrivata la nuova sono stata malissimo e quando sono entrata nella C3 mi sono sentita strana.
Ci ho impiegato un po' per convincermi che la mia clio non mi aveva lasciato del tutto, le targhe sono in qualche modo collegate tra loro e ancora adesso mi fa strano pensare di essere "adulta" e soggetta a d Equitalia.

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