lunedì 24 dicembre 2012

auguri di buon natale

Dopo un anno di stop dal lavoro principale e l'esser tornata a fare il legale che collabora per qualcuno e qualcosa, queste feste di natale sono un toccasana. Una sorta di balsamo da spalmare su di una testa schiacciata dai pensieri e su di un corpo che ha fatto spiderman e wonderwoman tutto insieme ed in soli quattro mesi.
Eppure ci dovrei essere abituata, oramai è dal 2008 che si maledice la Torre A del centro direzionale, ed è ancora lì. Mi chiedo come sia possibile. Tutte le calamità possibili e immaginabili e quella maledetta vela è ancora in piedi. Orde di civilisti impazziti il martedì e il giovedì muovono a forza di "aculofan" (cit.) l'intera struttura. Non mi venite a chiedere perchè un grattacielo del genere consumi poco sulla bolletta energetica... ma gli avvocati tendono a far funzionare tutto con una sorta di mantra di maledizioni.
Riusciamo ad adattarci alla soppressione, per manutenzione da 6 mesi, di ben 4 ascensori su 8 di quelle visibili in Torre A. Riusciamo a utilizzare tutti i mezzi possibili, compresi quelli dettati dalla disperazione di aver preso l'ora di punta in pieno viso e essere tramutati in pinguini per arrivare su.. sempre più su...perchè le aule di udienza sono in alto nei cieli.
Forse è per questo che sono così, un po' folle. Ma poi ci penso su. Sono folle e basta. Mi piace ridere, mi piace vedere il grottesco che è attorno a me, perché il grottesco è in me. Non riesco a fare a meno di vedere delle somiglianze con i nostri parenti animali, tutte le volte che incontro qualcuno. E non riesco a smettere di pensare che anche io sia un animaletto non ben definito, a volte gatto, a volte cane.
Quando gatto, direi qualcosa preferibilmente con pelo lucido e giusto una qualche macchietta sulle zampe atetliche, a segnare il segno di calzini immaginari (poiché ho sempre freddo alle estremità). Quando cane, forse sono simile ad un volpino, morbido, morbido, ma scassambrella che di più non si può, preferibilmente addrestato a mordere i polpacci fino a quando la vittima non esala l'ultimo respiro. E riesco anche a schivare chi tenta di cacciarmi via.
Ora ferma la mia ambiguità tra gatto e cane e il mio virare verso una più nobile pantera, che non schifa il pesce ma magna tanta carne, come me, direi che anche quest'anno sono sopravvissuta e sopravvivente a malelingue, bestemmie, cacambrelli, rotture miste ed assortite di lavoro e familiari, ma soprattutto al mal di vivere.
Si, perché il peggior male è quello che si manifesta la sera, quando i tuoi amici sono tutti sparsi per l'Italia e magari anche fuori, e tu sei praticamente in balia soltanto di un pc. Quando ti accorgi che sei rimasta sola, dopo aver seminato te stessa qua e là. Quando non riesci a resistere alla tentazione di lasciarti andare, magari in un vasca piena d'acqua calda. Quando hai gli occhi talmente pieni di lacrime, che non vedi più nulla.
Ma devi continuare. Non è richiesto da nessuna parte che ti possa lasciare andare e, così, riprendi le tue attività con dentro gli occhi quelle lacrime. Poi ti si riaccende una speranza. Una telefonata improvvisa. Scopri che per qualcuno sei stata addirittura un punto di riferimento e che, in qualche modo, ti porta nel cuore. E qualche giorno più tardi, qualcun'altra ti augura di rimanere sempre un'esplosione di forza, ironia e gioia, perchè senza il mondo sarebbe pessimo e grigio, e lo senti che non è piaceria, che non è un dir vuoto.
Allora ti alzi la mattina e scopri che è già la vigilia di Natale. E non resta che farsi gli auguri. Anche a sé, perché io non ho mica trovato un modo migliore di essere me stessa, se non quello in cui io stessa vivo, perché, in fondo, a suo modo "ognuno è il Top nella sua categoria"! (cit.)
Auguri a tutti.

1 commento:

  1. Anche a me a volte capita di sentirmi così.

    Tanti auguri e al prossimo post!

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