sabato 1 dicembre 2012

noia

non farò il califfo nazionale, né tanto meno un elogio della noia. di questo se ne sono occupati in tanti, molto meglio di me; pertanto lascio a loro tale compito, mentre io mi dedico piuttosto alla descrizione della noia che attraversa la mia giornata.
Avrebbe dovuto essere un sabato di lavoro non intenso, ma certamente proficuo, al contrario si sta rivelando un disastro su tutti i fronti. Dopo pochi minuti aver trovato una concentrazione ottimale, visto che negli ultimi tempi non riesco a tenere fermi gli occhi neanche per un secondo su di un foglio di carta, ho avuto varie interruzioni. Gli argomenti sono sempre gli stessi, non mi va neanche di farci un post ulteriore, di certo però hanno increspato tutto la mia calma.
Così sono passata da un momento di concentrazione, più o meno, ritrovata, ad ore ed ore di follia autolesionista. Si, perché di autolesionismo si sta parlando.
Quando una persona ha necessità di lavorare in quiete e non vi riesce per cause esterne, dovrebbe imparare, se le cause esterne non possono essere eliminate, a costruirsi una bolla asettica e preferibilmente insonorizzata alle parole.
Ecco, distrarsi dalla distrazione.
Astrarsi verso qualcosa di più interessante, autodisciplinarsi e non colpevolizzare gli altri della propria distrazione. Bisogna pensare che, in fondo, gli altri fanno gli altri, esattamente come noi facciamo noi stessi. Se qualcosa/qualcuno ci turba o devia, è sempre in qualche modo "colpa" delle nostre debolezze.
Tutti gli uomini hanno dovuto affrontare il problema dell'autodisciplina e tutti, in qualche modo, sono sopravvissuti all'autolesionismo, inferto ogni volta che c'è una distrazione fastidiosa.
Così la noia serve a lenire le forme di autolesionismo, generate dalla distrazione esterna che ha influito sull'interno. Ed alla noia si accompagnano gli sbadigli, che servono a prendere fiato, a mostrare i denti e a far sentire le palpevre più pesanti. Segni evidenti di richiesta di stacco della spina e di rientro nei propri binari. Seppur faticosamente, seppur mestamente, seppur trascinandosi come da una lunga fatica il peso di se stessi e delle proprie responsabilità.

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