sabato 26 gennaio 2013

in attesa di un'idea

Ho scoperto che, a volte, bisogna andare dritti per la propria strada, senza preoccuparsi di ciò che accade altrove. Ho scoperto che, di alcune cose, bisogna occuparsi personalmente e non c'è davvero nessuno che ti possa dare una mano. Ho scoperto di avere talmente tanto sonno in questi giorni, che dovrei poter andare in letargo per riuscire a stare meglio. Ho scoperto che, forse, dovrei chiedere a mia madre un aiuto sempre che non abbia buttato tutte le sue programmazioni scolastiche.
Ho scoperto che tutti i rospi ingoiati per arrivare a coronare un sogno, spesso, ti trasformano in un mostro. Ho scoperto che riuscire a scrivere in modo liberamente legittimo non è poi così semplice. Ho scoperto che avere un blog, ti fa risparmiare i soldi di un analista, ma purtroppo non è che ti apre la mente per trovare la soluzione al problema che ti stringe il cuore. Ho scoperto che, spesso, al problema che ti stringe il cuore c'è un'unica soluzione: mollare. Ho scoperto che si può sempre iniziare da capo, da zero, da un numero negativo e anche da tre. Ho scoperto che l'angelo Gabriele nel cercare Maria, magari si era trovato a bussare alla porta sbagliata ed aveva combinato un casino. Ho scoperto che cercare alternative alla conduzione di uno stile di vita non è come cambiare una marcia all'auto o cambiare l'auto stessa. Ho scoperto che twitter è simpatico, ma dovrei smettere, prima di fare come ho fatto con faccialibro, cioè una troppa presenza che mi porta al dover tagliare i ponti con la virtualità. Ho scoperto che avrei dovuto scegliermi un'altra vita, quando era possibile e che stare a sentire i propri genitori non significa dargli ragione a prescindere o dargli ragione perché si è frustrati dagli eventi. Ho scoperto che dare torto ai genitori è semplicemente una cosa normale. Ho scoperto che vorrei dei figli, che non mi somiglino per nulla ed abbiano, si quelli si, dei sogni meravigliosi e grandissimi,  più di quelli che ho io. Ho scoperto di volere una famiglia, un marito che mi ami, un gatto scemo e un pesce rosso in una vaschetta. Ho scoperto che ogni giorno si lotta e che arrendersi non serve a molto, ma solo a spostare il problema un po' più avanti nel tempo. Ho scoperto che potrei resistere e allo stesso tempo mollare. Ho scoperto quanto mi possa dare fastidio essere apostrofata "professoressa" o "filosofa" da chi ha problemi di ego mostruosi. Ho scoperto che sono polemica fino alla morte, stile leonida con i persiani, e sì che ora dovrei finire di far finta di darmi una sistemata. Ho scoperto che dovrei smetterla di arrabbiarmi o prendermela o tentare di spiegare le mie ragioni quando mi sento "offesa". Ho scoperto che bisogna dare rispetto e semplicemente chiudere ogni rapporto quando non viene ricambiato, non per superbia, ma proprio per dignità personale. Ho scoperto di meritare qualcosa di più di quello che sto vivendo, ma del resto anche gli altri lo meritano almeno quanto me se non di più. Ho scoperto che essere rallentata e rallentarsi è sbagliato almeno quanto velocizzarsi e essere velocizzata, ma tutto deve esser fatto seguendo la propria natura, che non è mai sbagliata.

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