lunedì 4 febbraio 2013

idee chiare a sproposito e problemi di priorità

su twitter di persone se ne incontrano e le idee fioriscono abbastanza celermente. Se poi queste attecchiscono nella mia testa, ultimamente pronta più del solito a distrarsi dalle priorità reali, allora il gioco è fatto.
L'idea è venuta leggendo un tweet di un collega, il quale ha detto che l'idea di scrivere un racconto non gli sembrava male, così non rubandogli l'idea, ma giusto l'ambientazione e qualche indicazione precisa che ha dato lui stesso, qua e là, attraverso il cardillo più famoso dell'etere potrei iniziare così.
Giornata intensa di lavoro, ma la mattina è ancora lunga.

Infreddolito corre a prendere il tram in una insolita ora, ma per un soffio non riesce a prenderlo, così ripiega per il vecchio n. 73, che porta fino a piazza s.Babila, e pensa tra sé che quel maglione visto nella vetrina l'altro giorno merita un approfondimento, almeno quanto la commessa gentilissima, che era in quel negozio.
Tutto fila quasi in modo svizzero, ma la commessa non c'è e del maglione si rinvengono le tracce nella busta semitrasparente del cliente appena uscito con addosso una moglie straparlante. Così decide di andare verso lo studio, ma prima di fare un salto in ristorante per concedersi un premio.
Sulla strada, una donna, ben vestita con una borsa un po' oversize, aspetta lo stesso 73 appena abbandonato da lui. Sembra un po' scocciata e pure un po' distratta da qualcosa. Le cade un'agenda e lui, che era ad un passo, si china a raccoglierla per porgerla. La giovane donna lo ringrazia e ne approfitta per chiedere allo sconosciuto dove si trovasse un particolare albergo.
Da lì a poco, le chiacchiere diventano molte o, almeno, fino a quando la donna non trova il suo albergo e si congeda dal cavaliere per caso, il quale chiede un numero di telefono per poterla invitare a cena.
Lei lo accontenta e sparisce.
Lui torna a lavoro, ma con la testa continua a pensare all'incontro, così decide di mandarle un sms, ma non ebbe risposta, così all'ora che aveva indicato si presenta con la sua macchina appena lavata in albergo.
Chiede di lei e mentre aspetta notizie si guarda in giro e scopre che lei è in una stanza riunioni dalle porte a vetro, che danno proprio sull'hall dell'albergo. Allora decide di lasciarle un biglietto.
Si attarda nel cercare la montblanc, che si era incastrata nel taschino sotto il fazzolettino, e non si accorge che la donna è dietro di lui.
Lo chiama e gli dice "beh allora dove andiamo a mangiare?" Così escono.
La serata sembra diversa da tutte le altre. Lui ha spento il telefono appena fuori dall'albergo e si gode questa assenza di virtualità. Parlando scopre che la giovane donna non aveva alcun account twitter o facebook o qualsiasi altra diaboleria succhiatempo ed energia, sembrava disinteressata ad ogni forma di social network, eppure non sembrava affatto lontana dalla tecnologia.
Escono verso l'auto, lui le apre la portiera per farla accomodare, lei si siede e ringrazia con garbo.
Lui fa il giro velocemente ed entra, infila la chiave nel quadro e si volta per chiederle qualcosa, ma non ha il tempo. Lei lo bacia intensamente. Un bacio profumato, interessante e che sicuramente che invogliava ancora. Lui riporta le chiavi allo spegnimento e la ribacia.
L'atmosfera è calda e Milano resta sempre una città magica, ma il rischio di esser fermati dai carramba iniziava a farsi concreto, così ripreso un attimo di lucidità, si mise in moto verso il suo albergo.


Il post, lo ripeto, è liberamente tratto da più tweet. per una questione di riservatezza non mi permetto di citare la persona che mi ha dato l'idea di scrivere questo post. Se vorrà, commenterà.

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