sabato 16 febbraio 2013

Ripensamenti

Sono sempre stata una persona che "ripensa" spesso e volentieri. Di solito ripenso a qualche frase, per aggiustarla o ricordarla meglio, altre volte ripenso a qualche accadimento, per riuscire a cogliere una qualche sfumatura sfuggita. Di fatto quello che però mi risulta sempre un po' strano è quando a "ripensare" siano gli altri. E magari "ci ripensano".
Da qualche settimana fa mi sono ritrovata una telefonata. Ultimamente pare che io viva di telefono, vabbeh.
Pensavo che fosse privo di conseguenza il contenuto, abbastanza banale, della conversazione.
Errore.
Mai sottovalutare le richieste banali provenienti da persone che si sono "abbandonate" un po' di tempo fa.
Due giorni fa un po' di messaggi. E oggi la richiesta esplicita di "entrare nella mia vita", compiendo quel passo, di avvicinamento, non compiuto, quando io avevo, sbagliando, consumato tutta la distanza tra me e lui.
Il tempo, un Signore, ha cambiato le esigenze. E ha cambiato me.
Segnali prima discordanti e tendenti tutti ad un'elemosina amorosa e affettiva sono finiti in uno scatolone assieme a ricordi belli come gocce di cristallo di Boemia.
La mia vita non è cambiata da quando scrivevo di amori impossibili, continuo imperterrita a farlo, ma non credo più nelle favole. In quelle dove il principe scala montagne e le dame, che rifulgono di splendida luce, sono nulla rispetto alla magnificenza di quella donna senza nome e magari quella donna ha il mio nome.
Purtroppo continuo a sperare, errando con ogni evidenza, di trovarmi davanti a ciò che desidero, e se vi state chiedendo perchè lui non è quello, la risposta è francamente fin troppo semplice.
Perché un uomo si muove verso qualcosa? perchè prova interesse.
Ora l'interesse può essere "pilotato" e ce lo insegnano in economia.
Adesso anche le relazioni sociali attuali sono "pilotate" e, a volte, dalla paura di restare da soli. Paura che io conosco perfettamente e con cui ogni tanto vado a pranzo durante la settimana.
Ho un'ottimo rapporto con la Paura da solitudine, l'ho costruito grazie a tutte quelle volte in cui un uomo mi ha subordinato a qualche cos'altro di più importante, grazie a tutte le volte che ho atteso più di tre ore di ritardo che arrivasse a quell'appuntamento, preso giorni prima e tanto agognato. L'ho costruito a forza di vivere come una brava ragazza e non mandare a stendere una tale maleducazione e poco rispetto.
Ieri sono stata in compagnia di Pau (ora la chiamo così affettuosamente) e, considerato lo shopping compulsivo che ne è generato, penso che sia meglio esser consapevoli di Pau che seguire i suoi consigli.
Oggi c'è un sole meraviglioso. Ieri, grazie al non ascolto di Pau, ho comprato una bellissima borsa rossa a bauletto, che metterò come outfit. E uscirò con la mamma. Perché la mamma è sempre la mamma. Tanto vituperata, tanto schernita in tutti i modi, spesso bistrattata e molto volentieri da abbandonare da qualche parte, tanto sa tornare a casa a forza di bestemmie e di sensi di colpa. Bhe, si. Lei. O quella che magari sarò pure io.. che sarò decisamente peggio.
E non penserò più a lui come ad un'occasione oggi persa, ma ad una situazione gestita male allora, e proseguita peggio, oggi. E toglierò quella polvere di stelle dorate dai miei capelli, che mi ricorda lui, per conservarla da qualche parte e per ricordarmi che Pau non è solo mia.

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