sabato 2 febbraio 2013

un rapido saluto

Non che io sia distratta o sciatta, ma curare un blog, come avere cura di qualsiasi cosa nella vita e che abbia vita, richiede impegno e una vita ordinata o, se non altro, almeno una vita fatta di tempi da seguire.
Un tempo - mi perdonerete due frasi amarcord - ero una assidua frequentatrice del sistema "poco ma tutti i giorni", una sorta di minimo sforzo con l'ottenimento del massimo risultato. Poi è arrivata l'università, l'ansia che smemorizza i files e le solite cazzate.
Ora, al contrario, mi ritrovo ad essere un esemplare del "massimo sforzo con l'ottenimento del minimo risultato". Il che, per chiunque, è chiaramente un comportamento da sanzionare al più presto, e per me, che ho speso una vita o, circa 20 anni della mia vita, a comportami nell'esatto opposto, è un trauma continuo.
Chiaramente addebito a Mefistotele, ovvero al demone della negazione e dei dispetti, questo mio comportamento quasi autolesionista, che si conclude con notti bruciate alla luce della lampadina da tavolo per chiudere dei lavori o, peggio, con ultimi minuti secondi con risultati discutibili.
Di fatto siamo a sabato, e direi pieno essendo le 10,20 di mattina.
Ho un'espressione un po' tirata dovuta al combattimento tachilu vs virus influenzale in atto (per ora vince il virus, ma si sa, il tachiflu dà risultati sulla distanza) e sono in pigiama comodo a cui ho aggiunto un megavestaglione. Certo, se poi le speranze di uscita si riducono al lumicino, potrei anche solo guardarmi allo specchio per trovarne il motivo. Ma io insisto. Ho deciso che, nonostante io sia attualmente una sorta di microbone da quarantena, potrei sorprendervi. Infilare tacchi alti, gonna, golfino e un cappottino e uscire alla conquista del mondo...
ma non temete, per farlo dovrei essere estremamente motivata!
Buon fine settimana

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