lunedì 13 maggio 2013

il pellicano viaggiatore

non so se i pellicani siano animali che hanno l'abitudine a trasmigrare, tuttavia, credo che un minimo, anche sindacale, di spostamento, essendo piuttosto grandicelli, a parer mio, lo dovranno pure fare.
Ora, tralasciando pure la mia lacuna in ornitologia, che recupererò con una veloce guardata su wikipedia e con la promessa di guardare un superquark ad hoc (ne avranno fatto uno,no?), diciamo che io mi sento molto pellicano e molto viaggiatore.
Pellicana perchè mi sposto più o meno su grandi ali (semicit.) non nere (ognuno le sue), ma spesso arancioni (colore di bandiera dell'easyjet), e perchè giro con una borsa estensibile, con dentro altre borse estensibili, e a volte pure una valigia piena di fascicoli e documenti.
Viaggiatore perché mi sposto. E da un po' di tempo qua e là, qui e lì, su e giù per la penisola e ovunque ci sia un tribunale.
Capiamoci è il mio lavoro, nulla quaestio, però..
e andiamooo su.. almeno una piccola lamentela no? non me la volete concedere? a me che scrivo solo per sfogarmi e che mi danno un rimborso spese che farebbe ridere un qualsiasi praticante avvocato non abilitato del centro italia e farebbe addirittura perder il fiato, sempre dalle risate, un praticante avvocato non abilitato del nord italia?
ok. finitela di ridere.
sono a napoli.
ci vivo da sempre, faccio quello che posso per stare in piedi e se permettete, prendo un'inezia e vengo persino invidiata, perchè faccio l'avvocato. ho il titolo da anni, ma per amore di una scelta che non so se mai porterà dei frutti, ho deciso che dovessi sacrificarmi. e di sacrifici ne faccio sul serio, non tanto per raccontare cazzate.
Oggi una ragazza, che lavora all'aeroporto di venezia, mi ha detto che farebbe di tutto per venire a napoli per lavorare. Ed era veneta. Di diverse generazioni. Ho pensato che fosse matta. o che mi stesse prendendo per i fondelli. Nè l'una, né l'altra.
Le ho detto che a napoli si sopravvive e si impara. tanto. ma che non consiglierei di viverci se non per un valido motivo. Cioè un lavoro che impone di stare a napoli.
Poi ci ho ripensato e le ho detto che l'easyjet ha aumentato i voli tra il marco polo e capodichino e tutto sommato ora era più facile e lei mi ha risposto "si ora ne sono 4 al giorno in entrata e in uscita, spero di prenderne uno presto" tra le labbra ha ripetuto "davvero presto".
Non mi sembrava innamorata di un napoletano, ma proprio di qualcosa che solo la città di Napoli ti dà.
Ed è bello. Davvero bello.

2 commenti:

  1. Più che pellicana, ti vedo come un'ape operaia, con tanto di pungiglione, col vitino (e basta) e con tanti alveari. Con Napoli inizia il sud e quindi non è in centro Italia. La tua esuberanza si sposa bene con l'animo del viaggiatore. Non sto pensando a Jack Kerouac, e neanche al suo "Viaggiatore solitario", piuttosto a un easy rider senza meta (le tue valige sono mutanti) e senza legami a imbrigliarla. Si tratta di una cosa che prima o poi ti presenterà un conto di cui non si conosce l'entità. Sarà giusto non fare programmi? Sarà giusto farli? Non si sà. So solo che, se non dovessi essere tu a deciderlo, chi ti farà fermare avrà una grossa responsabilità. E anche una grande cattiveria: non si strappano le ali ad un'ape. Ciao SCORPIONA.

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  2. bello quanto dici, davvero.
    per ora sto facendo a rate, intendo per il pagamento del conto. di solito mi tocca pagare pegno ogni agosto, quando mi ritrovo semi-morta a dormire per oltre 48 ore filate.
    ammetto che vorrei esser un po' easy rider a modo mio, ma non lo sono. per nulla. faccio quel che mi dice di fare sul lavoro, obbedisco. mi adeguo. quando smetterò di farlo, forse avrò trovato una ragione valida. conoscendomi, nessuno mi strapperà le ali, perché nessuno vorrà o potrà farlo. ciao!

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