venerdì 13 settembre 2013

basi troppo chiare e top coat olografici

Checché se ne dica o si possa pensare, il venerdì resta il miglior sabato del villaggio di tutti i tempi. A volte il giovedì fa da preambolo o overture ad uno scoppiettante fine settimana, che parte quando si chiude la porta dell'ufficio dietro di sè.
C'è chi ha la fortuna di poterla chiudere in un orario ancora compatibile con le spese settimanali e con due negozi aperti per quella camicia vista giorni addietro e c'è chi ha da restare fino all'ultimo nella sua gabbia amata fatta di carte, pc, pensieri e discussioni.
I programmi si fanno a partire da qualche piccola concessione, una sorta di schiaffo a quella regola, che ti fa stare stretto in un centimetro quadrato. Ma gli stessi spesso vanno in frantumi come bolle di sapone, lasciando dietro di sé la perfezione di colori e forme giusto quel tanto che basta.
La tolleranza espressa a profusione dal lunedì precedente si trasforma in pazienza infinita e le attese, questa volta al centro estetico o dal parrucchiere, vengono prese come catarsi di un tempo che ci si concede di far trascorrere senza una necessaria meta.
Ma la base è davvero troppo chiara, bisognerebbe renderla più scura per ricavarci qualcosa di almeno passabile, così l'acetone, corretto ai mille oli inutili e vitamine improbabili, viene nuovamente chiamato in causa. Si potesse davvero passare un batuffolo di cotone con dell'acetone a portar via quei residui di ciò che non ci piace più o semplicemente di ciò che proprio non si riesce più a tollerare il peso.
Come una girandola di colori, ripenso alle pagine introduttive di zerozerozero. E' vero, non si ricorda solo con la testa. Per questo, forse il mio stomaco, capace fino a poco tempo fa di digerire anche le peperonate andate a male, non riesce più a reggere neanche del riso in bianco.
Virerei volentieri verso qualcosa di più audace, magari ad un effetto tridimensionale o olografico che porti via verso un'alternativa a cui non si era pensato. Quasi, quasi, si potrebbe andare in un qualche museo... per restarci tra le opere inconcluse.

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