sabato 4 gennaio 2014

le note scorrono

Leggere una partitura significa sentire le note produrre un suono e non guardare più alla singolità del segno, ma osservare l'intera armonia, la confusione armonica di segni, punti, crome e biscrome, che abbelliscono e riempiono un pentagramma.
Avete mai provato a vedere la vostra vita come se fosse una partitura? io non ci riesco mai. Vorrei vederla però. Quando si inanellano scelte giuste, sembra che le giornate si abbelliscano da sole e suonino qualcosa di meraviglioso. Quando si inanellano sconfitte o errori, sembra che tutto abbia un suono greve e quasi nebbioso.
La storia, direbbe Hegel, andrebbe vista come una partitura. Arrivare alla fine per poter capire che c'era un filo, che c'è sempre un filo che ci lega tutti.
L'ennesima discussione, per quanto pacata, mi fa pensare a quante note stonate vengono suonate, creando disarmonie nell'aria della stanza che abito in questo momento. E quasi per necessità di un contrappeso, ho acceso il pc per ascoltare una raccolta di canzoni varie, che ieri avevo messo sulla pen-drive.
Rock, ieri avevo scelto, oggi non mi va di cambiare la scelta operata, e, di fatto, il suo scorrere è comunque più lieve del suono delle parole che si sono scambiate. Gli stessi argomenti, quando oramai sono sviscerati all'infinito, mi provocano l'orticaria e la voglia di fuga. Anzi, a dire il vero, nessuna fuga dalla realtà, ma proprio voglia di andare via. Lasciare tutto e arrivederci alla prossima volta.
E allora quasi, quasi, ora vado via. Magari stasera per prendermi una pizza con amici.

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