giovedì 29 maggio 2014

Alla rinfusa

Ho un sonno che mi sta portando via. Avrei bisogno di dormire. Lo dico da tempo, ma, a quanto pare, neanche io mi prendo molto sul serio.
E così sono in piedi, molto contrariata. Per il sonno che mi abbatte, per la follia generale che pervade le persone che mi tocca di frequentare, per il non avere ancora un posto mio dove poter tenere tutto e tutti fuori, per il mio carattere nefasto che non riesco a renderlo fausto, ma manco giacomo o stefano.
Nella mia personale lotta quotidiana contro le avversità della vita, che comprende anche il fare una personalissima battaglia contro la somatoline (si, perché la cellulite non è una malattia, e smettetela di disinformare per vendere farmaci alla tiroxina!), ci si mette anche l'ansia. Si, certo. Vuoi non vivere senza ansia? senza quel brivido che ti trattiene la vita in una ampolla di turbamento, che amplifica tutti i sentimenti, che distorce in negativo tutti gli eventi? Ecco, preferivo l'angoscia, disse il Nietzsche che tengo stipato e costipato in un angolino del cassetto della memoria. Invece no, a me tocca subire l'ansia. Sono un recettore di ansie altrui, potrei inventarmi un lavoro come scarica ansie. Voi mi chiamate, scaricate l'ansia dei vostri problemi, vi allegerite e io assorbo tutto. Vado in ansia per voi.
Certo, dovremmo accordarci sul prezzo. In fondo, con i fondi, andrei a finanziare orde di psicologi e di buddhisti per ricaricarmi, però anche voi vi sentireste più leggeri.
Ora dovrei riprendere a lavorare, anzi a iniziare a farlo. Ma forse potrei cercare di rilassarmi in vista di qualche altra cazzata, che sento avvicinarsi sempre più.......

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